Vigili di Milano contro vaccino e Green Pass: “Sostegno a chi si rifiuta di farlo”

Gli autonomi del Sulpl: “Eventi avversi accertati, meglio tamponi ogni 48 ore“. E invitano chi si vaccina a mandare lettera al comandante: “In caso di problemi sarà direttamente responsabile”

Una critica diretta al sistema del Green Pass “che ha reso ogni posto di lavoro meno sicuro” e ai vaccini “con i loro eventi avversi che ormai gli stessi dati delle agenzie sanitarie di Stato ed europee hanno conclamato”. E un invito a chi, obtorto collo, si vaccina per accedere al posto di lavoro: inviare al datore di lavoro – nello specifico il comandante della polizia locale di Milano – un documento firmato che parla di “autorevolissimi scienziati che sottolineano come allo stato non si conoscono gli effetti gravissimi che la terapia genica per la profilassi delle affezioni da Covid 19 potrebbe causare in conseguenza della inoculazione dei vari sieri somministrati” e che si conclude con questa frase: “Si comunica che, oltre allo Stato promulgatore di legge sull’obbligo vaccinale per gli appartenenti alla polizia locale codesta amministrazione sarà ritenuta direttamente responsabile di eventuali danni alla salute derivanti dall’inoculazione del vaccino cosiddetto anti Covid 19“.

E’ un caso la lettera che un sindacato autonomo che raduna diverse centinaia di vigili di Milano, DiCCAP SULPL città metropolitana di Milano ha inviato ai suoi iscritti e diffuso nelle bacheche dei comandi. Una lettera da toni apertamente No Vax firmata dalla delegata Rsu Grazia Ingrao e dal segretario Daniele Vincini. Una lettera che parte da un breve racconto di questi ultimi due anni difficili per tutti e del senso di responsabilità dimostrato dagli agenti della polizia locale che – pur non inquadrati nelle forze dell’ordine – hanno e continuano a dare il loro contributo alla gestione della pandemia. Il sindacato, si precisa “è per la libera scelta vaccinale” e si oppone al Green Pass che “non doveva e non deve essere inserito all’interno del posto di lavoro: lasciare alla fame degli onesti lavoratori a qualsiasi categoria appartengano è poco etico soprattutto per l’esito negativo che lo stesso Green Pass ha sortito in quanto, da non strumento sanitario, ha dato il lasciapassare senza controllo alcuno anche a portatori del virus incoscienti di esserlo: uno screening di massa costante e continuo avrebbe dato esiti migliori”.

La contrarierà al Green Pass, quindi, ma ancor prima la scarsa fiducia nella vaccinazione anti-Covid: “Stiamo lavorando su un eventuale sostentamento per coloro che non si sentono di farsi strappare il consenso o che non si fidano dello Stato per un eventuale aiuto, in caso di eventi avversi, del quale attendiamo con speranza delle novità a breve”. Ma, aggiungono Ingrao e Vincini, “per coloro che loro malgrado sono costretti dalle proprie condizioni finanziarie a dover dare seguito all’obbligo vaccinale per poter lavorare” ecco il documento da inviare al comandante Marco Ciacci come responsabile della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in cui, appunto, si dice che sarà “ritenuto direttamente responsabile” di eventuali conseguenze del vaccino.

Fonte :

https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/12/14/